Economia e concorrenza

Pubblicato: Mercoledì, 20 Agosto 2014
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 In un Paese civile come potrebbe essere considerata l’Italia, lo Stato occupa la maggior parte dell’economia nazionale. La corsa alla Politica, sicuramente cosa dura e difficile, ha sempre premiato chi non aveva risorse autonome per affermarsi in altri settori, e la conseguenza di questa degenerazione ha portato l’espansione delle attività pubbliche nel mondo dell’economia, è più facile gestire i soldi pubblici che gestire l’economia privata. La responsabilità è stata tutta delle scelte sbagliate e del sistema di compromesso utilizzato in precedenza.
Noi siamo per ridurre le iniziative dello Stato e promuovere quelle dei Privati! Oggi dobbiamo registrare che non viviamo in un sistema basato sulla Concorrenza Perfetta. Attività Statali, Monopoli ed Oligopoli cristallizzano l’economia che in queste condizioni non può crescere. 
Abbiamo urgentemente bisogno di rendere flessibile e permeabile il mercato degli appalti affinché vengano premiate le imprese che vendono “arrosto” e non quelle che vendono “fumo”, guarda caso oggi rappresentate da imprese monopoliste, oligopoliste o ancorate alle varie cricche create da tutti i Partiti presenti in Parlamento e che spadroneggiano nel governo della Cosa Pubblica.   
  
Interventi Legislativi da promuovere:
 
  • Introduzione di finanziamenti mirati a fondo perduto o incentivi indiretti attraverso il recupero del credito d’imposta per ristrutturazioni eco-compatibili e impianti di riscaldamento che utilizzano fonti rinnovabili (es.: fotovoltaico, legna, pallet, eolico, biogas da fermentazione anaerobica dei rifiuti ecc…); 
  • Introduzione erga omnes della possibilità di poter vendere l’energia prodotta in eccesso da qualunque impianto privato anche di piccole dimensioni; 
  • Introdurre la responsabilità solidale e diretta delle Banche per qualunque prodotto di azionariato da loro venduto;
  • Vendita di tutto il Patrimonio dimesso dello Stato, quello considerato passivo  (es.: Caserme, scuole, ecc…), con la finalità esclusiva di ridurre il Debito Pubblico attraverso meccanismi di alienazione pubblici assolutamente trasparenti con offerte pubbliche a rialzo, anche con sistemi di affitto a riscatto di lungo termine garantendo una redditività certa per lo Stato anche pluriennale e che favorisce in via prioritaria l’acquisto a privati cittadini e non a gruppi speculativi;
  • Potenziamento delle reti di trasporto pubblico finalizzate al collegamento delle infrastrutture esistenti;
  • Riconoscimento del “Made in Italy” solo per aziende che garantiscono l’intera filiera produttiva nel nostro paese;
  • Incentivazione delle imprese private (anche in collaborazione con Istituti Pubblici)  ad assumere ricercatori attraverso contratti di lavoro defiscalizzati per la ricerca e/o per la trasformare dei risultati ottenuti in prodotto industriale;
  • Incentivazione sulle ristrutturazioni ed ammodernamenti di immobili situati nei Centri Storici attraverso la detraibilità pluriennale attraverso il credito d’imposta di parte della spesa sostenuta;
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