Giustizia

Pubblicato: Mercoledì, 20 Agosto 2014
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 La giustizia, come tutti gli altri settori della P. A. in Italia, soffre di inefficienza. Tanto è vero l’Italia nella classifica internazionale sull’efficienza della giustizia Civile è al 156° posto su 183 Paesi. Nei vari Tribunali Italiani, come in tutti gli altri uffici pubblici, c’è chi lavora alacremente e con profitto e c’è invece chi, o per noncuranza o per disorganizzazione, rallenta notevolmente la macchina della Giustizia; ci sono magistrati ed addetti di cancelleria che puntualmente sbrigano il loro lavoro ed altri che tranquillamente si adagiano; ci sono uffici in esubero di personale ed altri che non riescono a smaltire il carico di lavoro.

            Le varie riforme realizzate in materia di giustizia civile e che si sono susseguite dal 1992 ad oggi rappresentano sicuramente un importate passo in avanti per l’eliminazione delle cause della lentezza della giustizia civile ma non sono sufficienti per accelerare la definizione dei processi. 

Interventi Legislativi da promuovere: 

  • Riduzione dei tempi del processo con abolizione dei rinvii per malattia (è necessario il ricovero in ospedale);
  • Separazione delle carriere dei magistrati (PM – Magistrati giudicanti);
  • Istituire la banca dati obbligatoria del DNA e delle Impronte Digitali per i cittadini italiani. Acquisire gli stessi dati per tutti gli stranieri che commettono reati sul territorio nazionale affinché possa consentire alle forze dell’ordine maggiore efficacia nelle indagini di Polizia Giudiziaria. A tale proposito la banca dati presso i Ministero degli Interni sia operativamente integrata e razionalizzata anche con l’introduzione di dati da parte di altri organi e/o altri organi dello Stato (es.: Motorizzazione Civile ecc…);
  • Istituzione del Giudice Unico per la Famiglia;
  • Istituzione di Sezioni Stralcio dedicate solamente alle vecchie cause con corsi di formazione altamente specializzati per i Giudici Onorari in modo da smaltire il notevole arretrato di cause civili accumulate;
  • Riordino e razionalizzazione delle varie Circoscrizioni Giudiziarie;
  • Razionalizzazione dell’utilizzo del personale amministrativo;
  • Introduzione del Processo Telematico;
  • Rendere perentorio i termini assegnati ai Giudici per l’adempimento delle attività processuali, previsti nelle varie norme del Codice di Procedura Civile (art. 81 disp. Art. CPC “l’intervallo tra una udienza e l’altra, fissato dal Giudice, non può essere superiore a 15 giorni” – artt. 190 e 190 bis CPC “rispetto dei termini per il deposito della Sentenza entro 60 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica di cui all’art. 190 CPC) con sanzioni per gli inadempienti nel caso di inadempimenti gravi;
  • Destinare maggiori risorse finanziarie alla giustizia per aumentare il numero dei Giudici e del personale di cancelleria (in quest’ultimo caso anche attraverso l’applicazione di una maggiore dei lavoratori dipendenti della P.A.) nei casi di evidente carenza, tenendo anche conto delle ingenti somme incassate dallo Stato con il contributo unificato.
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