Lavoro, scuola e famiglia

Pubblicato: Mercoledì, 20 Agosto 2014
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La globalizzazione negli ultimi anni ha fatto emergere tutti i limiti intrinseci al nostro Sistema Paese. La totale cecità della Politica, praticata dai Partiti della II° Repubblica, che ha continuato a moltiplicare le cricche ed a sperperare denaro a iosa, ignara dei vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea ed introdotti con il Trattato di Mastricht del 1993, uniti alla possibilità di potersi spostare con estrema facilità fuori dai confini nazionali, ha creato enormi squilibri che si sono ripercossi sul lavoro e sul reddito della famiglia. Oggi ci troviamo di fronte a due enormi difficoltà:
Abbiamo un Pubblico che come è congeniato ha un peso specifico troppo elevato per la quantità e qualità dei servizi che ci offre e non permette di ridurre la spesa;
Abbiamo un Sistema Lavoro troppo rigido che non permette alle imprese di aumentare la loro competitività né sul piano interno né su quello internazionale e, di conseguenza il loro fatturato;
 
I Partiti che ci hanno portato sull’orlo della bancarotta, ora si sforzano di insegnarci ancora come si esce dalla crisi, come se fin ora ci fossimo governati in regime di anarchia, ma su due cose sono tutti d’accordo, sul fatto che la responsabilità è dei “Mercati” e sul fatto che i privilegi e gli sperperi forse li vediamo solo in pochi, perché tutti gli altri forse hanno gli occhi foderati di prosciutto. 
Da poveri lavoratori sicuramente non deficenti, abbiamo anche letto che per creare lavoro ci vogliono i capitali, e se permane questa classe dirigente di Grandi Professori che con grande abilità rimangono docenti di fiumi di sperperi, come facciamo ad avere fiducia nel futuro?
 
Interventi Legislativi da promuovere:
 
  • Riforma del Diritto del Lavoro improntata su una maggiore flessibilità in entrata ed uscita dal mondo del lavoro;
  • Riforma degli ammortizzatori sociali con introduzione di contributi diretti ai lavoratori del Pubblico Impiego con e nuovi e prolungati sgravi fiscali per quei lavoratori che provengono dalle Pubbliche Amministrazioni e che migrano verso il mondo delle attività private;
  • Riforma del Diritto di Famiglia attraverso l’abrogazione del procedimento per separazione dei coniugi e dell’assegno di mantenimento all’altro coniuge come emolumento di compensazione del diverso “tenore di vita” con la conseguenza dell’immediato scioglimento degli effetti civili del Contratto Matrimoniale. Introduzione dell’affidamento congiunto come unica forma di tutela dei figli nella quale ogni coniuge è obbligato in eguale misura ad assicurare alla prole, affetto, educazione e tenore di vita.
  • Totale incompatibilità tra attività professionale pubblica e privata per qualunque professione;
  • Abolizione di tutti gli ordini professionali;
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