RIFORME ISTITUZIONALI

Pubblicato: Mercoledì, 20 Agosto 2014
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E’ sotto gli occhi di tutti l’odierna triste situazione causata principalmente dalla vigenza di una Costituzione ormai purtroppo obsoleta che non corrisponde più, a 65 anni dalla sua adozione, alle esigenze di una società civile e moderna e che purtroppo oltre a impedire con la sua rigidità l’ammodernamento del Paese consente, attraverso la celebrazione dei suoi riti, la superfetazione di una cattiva politica, che si appoggia, per il governo del Paese, a sponde come i Poteri Forti e alle Banche a discapito dei cittadini.
Si rende pertanto necessario porre al primo punto tale necessaria rivoluzione copernicana che prima di tutto, ed insieme alle altre riforme innanzi prospettate possa sancire primazia dei Cittadini nei confronti dello Stato che deve essere considerato al loro servizio e non come purtroppo accade oggi che vede i cittadini trasformati in sudditi, in veri asini di fatica solo apparentemente “liberi” di scegliere.

 Interventi Legislativi da promuovere: 

  • Riduzione del 40% dei Parlamentari nazionali e regionali con conseguente riduzione del staff di supporto e costi di gestione;
  • Eliminazione effettiva di tutti gli Enti inutili attraverso l’azzeramento di qualsiasi trasferimento economico diretto o indiretto a carico dello Stato con trasferimento delle risorse umane ad altre Amministrazioni Pubbliche tenuto conto delle singole e diverse competenze specifiche;
  • Affidamento alla gestione pubblica dei servizi strategici e di interesse primario per i cittadini (es: acqua, trasporti, gas ecc…);
  • Accorpamento dei piccoli Comuni confinanti fino ad avere una popolazione minima di almeno 10.000 abitanti;
  • Eliminazione dei doppi incarichi istituzionali (es.: l’incarico di Sindaco è incompatibile con quello di Consigliere Regionale e Parlamentare nazionale o di Parlamentare Europeo ecc…);
  • Introduzione del referendum propositivo sottoscritto da almeno 500.000 elettori con esclusione della materia del Fisco e previo controllo preventivo da parte degli organi preposti e previsti dalla nostra Carta Costituzionale;
  • Inserimento del metodo meritocratico come mezzo di analisi e incentivazione in ogni amministrazione e ad ogni livello;
  • Rotazione totale di tutti i funzionari responsabili dirigenziali di area/struttura della P.A. con riduzione a 3 anni dei tempi di nomina rinnovabili soltanto una volta nell’ambito delle specifiche professionalità;
  • Limite a due mandati, anche non consecutivi e non cumulabili all’interno del territorio nazionale, per le assemblee elettive (Parlamento Nazionale, Parlamento Europeo, Consiglio Regionale e Comunale;
  • Eliminazione dei Senatori a Vita;
  • Trasferimento dei poteri normativi e regolamentari a  Roma Capitale al pari delle Regioni con automatica esclusione dalla Regione Lazio;
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